Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano

L'arbitrato

L’arbitrato è un metodo di risoluzione alternativo delle controversie in cui le parti coinvolte, invece di rivolgersi alla giustizia ordinaria, presentano il loro punto di vista ad un arbitro (o ad un collegio arbitrale), ovvero ad un soggetto privato, indipendente e qualificato come parte terza.
All’arbitro (o al collegio arbitrale) viene quindi affidato il compito di giudicare: la risoluzione della lite sarà per le parti una decisione vincolante.

Ricorrere all’arbitrato è una scelta che presenta diversi vantaggi. Tra i principali:
-spese di gran lunga inferiori a quelle che si determinano ricorrendo alla giustizia ordinaria
-tempi di attesa estremamente ridotti in virtù della mancanza dei vincoli formali e burocratici richiesti dal sistema giudiziale.

L'Arbitrato può essere classificato secondo vari criteri.

Relativamente alla modalità di svolgimento della procedura, se gli arbitri nel loro giudicare seguono le norme del Codice di Procedura Civile si di parla di arbitrato rituale e la statuizione finale, detta lodo, pur essendo simile, per forma, ad una sentenza, ne può assumere la forza soltanto attraverso un procedimento giurisdizionale: attraverso il deposito del lodo presso la cancelleria del giudice competente per territorio e la successiva pronunzia, da parte del giudice, di un decreto che lo dichiara esecutivo.

Qualora, invece, siano gli arbitri stessi a stabilire le modalità di svolgimento della procedura,  si parla di arbitrato irrituale e la statuizione finale avrà efficacia negoziale.

In entrambi i casi la procedura può essere “amministrata” dalla Camera Arbitrale dei Dottori Commercialisti.

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