Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano

La clausola compromissoria

Affinché l’arbitrato possa effettivamente avere il ruolo di metodo alternativo di risoluzione delle controversie sorte tra le parti, è necessario che sia stata predisposta per iscritto una “clausola arbitrale” – la cosiddetta “clausola compromissoria”- nel contratto siglato dalle stesse parti e oggetto della disputa.


La clausola arbitrale costituisce la fonte dell’arbitrato ed in esso sono indicati le controversie che possono essere oggetto di arbitrato, il tipo di arbitrato e le modalità di nomina degli arbitri. La clausola compromissoria può anche contenere la specifica del termine entro cui gli arbitri devono pronunciare il lodo arbitrale.
 

Senza la presenza di queste clausole arbitrali, le parti, una volta sorta una lite, possono comunque accordarsi nel lasciare che arbitri esamino e risolvano la loro disputa per mezzo di un diverso contratto conosciuto come “compromesso”.
 

Le clausole compromissorie statutarie devono obbligatoriamente prevedere che la nomina degli arbitri sia affidata ad un soggetto esterno alla società.

La Camera arbitrale, attraverso il proprio Segretario, gestisce un servizio di consulenza per i professionisti che intendono suggerire ai propri assistiti l’utilizzo della clausola arbitrale o del compromesso.

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